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  • : Blog di Emiliano Bertini
  • : Il blog di Emiliano Bertini: descrizione e approfondimenti di Astronomia ed'esplorazione spaziale per capire meglio i segreti dell'Universo e il nostro ruolo all'interno di esso.
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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 17:29

Plutone era considerato il nono e ultimo pianeta del sistema solare fin quando nel 2006 a Praga, in una riunione a cui presero parte i più affermati astronomi e cosmolgi del mondo, fu deciso che i corpi celesti di queste dimensioni, sarebbero dovuti appartenere ad una categoria a parte chiamata "Planetoidi" o pianeti nani di cui fanno parte tutti quei corpi celesti di dimensioni sufficenti a dare loro la classica forma sferica di un pianeta ma insufficenti a "ripulire la propria zona orbitale dai detriti rimasti dopo la formazione del sistema solare ovvero come appaiono oggi gli 8 pianeti del sistema solare e non Plutone e simili come Vesta, Eris ecc. ecc.

plutone-copia-1.jpg

Il piccolo planetoide fu scoperto da Clyde Tombaugh nel 1930 ma data l'enorme distanza che lo separa dalla Terra, (circa 4,5 miliardi di KM), non sono mai state effettuate missioni spaziali dedicate a questo piccolo misterioso e affascinante mondo. Solo la Voyager 1 avrebbe potuto arrivare fino a Plutone nel suo viaggio ma fu deciso di fargli sorvolare in modo ravvicinato Titano la maggiore luna di Saturno che all'epoca risultava sconosciuta almeno quanto Plutone, quindi a tutt'oggi nessuna missione ha mai raggiunto il piccolo pianeta nano che  continua a mantenere il suo affascinante mistero, persino con il telescopio spaziale Hubble le immagini di Plutone si riducono a 10-15 pixel e quel che riusciamo a vedere in modo molto sfocato è un piccolo mondo rosato con diverse macchie scure.

Intanto nel Gennaio del 1997 Clyde Tombaugh è deceduto alla veneranda età di 91 anni e il suo corpo è stato cremato, successivamente nel 2003 è partito il progetto New Orizon ovvero una sonda di ultima generazione, (la più veloce mai lanciata dall'uomo), dedicata proprio all'esplorazione di Plutone, della sua luna Caronte e dei corpi ghiacciati al di là della sua orbita.

91878-004-6B1E87DB.jpg

La New Orizon è partita nel 2006 e sta viaggiando all'incredibile velocita di circa 83.000 KMH, a bordo della sonda c'è un'urna con una parte delle ceneri del corpo di Clyde Tombaugh. La New Orizon raggiungerà Plutone nel 2015 e a missione terminata proseguirà il suo viaggio verso l'esterno del sistema solare con a bordo le ceneri dell'astronomo che saranno di fatto i primi resti umani non solo arrivati più lontano ma che laseiranno per primi il sistema solare.

tombaugh.jpg

Credo che questo grande astronomo sarà molto felice di coronare un sogno come questo, raggiungere nel 2015 il corpo celeste che aveva scoperto 85 anni prima e poi proseguire verso l'ignoto spazio profondo, il sogno di ogni astronomo.

 

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26 maggio 2012 6 26 /05 /maggio /2012 07:37

nasa-shuttle-atlantis-large.jpg

Lo Space Trasnsportation System o STS, più comunemente conosciuto con il nome di Space Shuttle, è stato il più importante e tecnologicamente avanzato mezzo spaziale per il trasporto umano e logistico mai costruito dall'uomo sul quale nel corso dei suoi oltre trent'anni di carriera e delle sue 135 missioni spaziali, hanno volato 811 persone e sono stati messi in orbita 66 satelliti.

La fiotta Shuttle era composta da 5 navette, Atlantis, Challanger, Columbia, Discovery,Endeavour e il primo volo risale al 12 Aprile 1981 con la STS 1 ma la progettazione cominciò molti anni prima, verso la fine della guerra fredda nel 1969 con l'esigenza da parte della Nasa di costruire un veicolo riutilizzabile  nell'intento di abbattere i costi del trasporto spaziale che fino ad allora era affidato al progetto Apollo, non riutilizzabile.

 

800px-Shuttle profiles

 

Il sistema era composto da 4 componenti pricipali: l'Orbiter, (la navetta per il trasporto dei passeggeri e dei materiali), il serbatoio centrale che conteneva il carburante per il motore principale, SSME, situato sull'Orbiter e i 2 Booster, (i razzi laterali che fornivano la spinta necessaria insieme al motore principale).

L'Orbiter una volta uscito dall'atmosfera, dopo aver sganciato i Booster e il serbatoio principale raggiungeva una velocità di circa 27.000 kmh, necessaria al mantenimento dell'orbita intorno alla Terra, e a causa di questa estrema velocità la navetta era equipaggiata con un sistema di protezione termica per rientrare in atmosfera, formato da moltissime piccole piastrelle di ceramica che ne isolavano la parte inferiore. Questa era la fase più delicata di ogni missione nel quale la pancia del veicolo, rivolta verso il basso, grazie all'attrito con l'atmosfera raggiungeva i 1650 C°, ed è proprio in questa fase che avvenne il disastro del Columbia nel 2003 dove perse la vita l'intero equipaggio e che portò alla temporanea sospensione del programma Shuttle. L'incidente fu causato da un pezzo di "schiuma termica" che si staccò dal serbatoio principale durante il lancio della missione, causando un foro grande come un pallone da calcio nell'ala dell'Orbiter e al momento del rientro, a causa della grandissima temperatura raggiunta, il calore riuscì a penetrare nella navetta facendola disintegrare completamente.

L' altro grande disastro era avvenuto nel 1986 al Challanger in fase di lancio, lo Shuttle esplose pochi secondi dopo la partenza e anche in questo caso morì tutto l'equipaggio. La causa fu la bassissima temperatura invernale registrata la mattina del lancio, una guarnizione del serbatoio centrale si ruppe a causa di questa temperatura estremamente bassa il carburante che fuoriuscì durante il volo si incendiò facendo esplodere completamente il serbatoio principale distruggendo l'intero veicolo.Columbia STS-101

 

Fatta eccezione per questi due terribili incidenti, il programma Shuttle, nei suoi trent'anni ha collezionato moltissimi grandi successi in importantissime missioni che hanno cambiato il nostro modo di vedere e comprendere l'universo, i suoi fenomeni e il nostro ruolo all'interno di esso.

A questo programma in particolar modo dobbiamo dare il merito di due eventi fondamentali, i più importanti dell'era Shuttle: la messa in orbita del telescopio spaziale Hubble, (il nostro occhio sull'universo), lanciato nel 1990 e tutt'ora in perfetto stato di funzionamento anche grazie alle missioni di riparazione e aggiornamento effettuate dallo Shuttle, e la maggiorparte della costruzione del nostro attuale avamposto nello spazio, la Stazione Spaziale Internazionale o ISS, cominciata nel 1998 e terminata nel 2011.

Atlantis

L'ultimo volo dello Shuttle è avvenuto nel 2011 con la STS 135, il progetto è stato abbandonato dalla Nasa non solo per i due disastri avvenuti in passato e per i costi eccessivi ma anche per lasciare il posto a nuove tecnologie finanziate da società private che hanno già cominciato a progettare nuovi veicoli per il trasporto umano e logistico nello spazio, compresi i trasporti a fine turistico che nei prossimi anni vedremo svilupparsi come un nuovo progetto di investimento da parte di queste società.

 

 

 

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22 febbraio 2012 3 22 /02 /febbraio /2012 10:36

Uno stupefacente pianeta blu ghiacciato per l'enorme distanza che lo separa dal Sole, l'ultimo del sistema solare, sperduto a oltre 4 miliardi di km dalla Terra, la dove solo una sonda è stata spedita, il Voyager 2, attualmente l'oggetto costruito dall'uomo che è arrivato più lontano.

E' qui che risiede il gigante Nettuno, l'ultimo pianeta del sistema solare.nettuno.jpg

Nettuno è il quarto ed ultimo pianeta del sistema solare esterno e si tratta come tutti i 4 pianeti esterni del sitema solare di un gigante gassoso.

Molto simile al suo "gemello" Urano ma più denso Nettuno è anche il quarto pianeta del sistema solare in ordine di grandezza. Scoperto nel 1846 prende il nome dal dio romano del mare e a oggi, grazie sopratutto alla pionieristica sonda Voyager 2, sappiamo che il pianeta possiede 13 lune e anche un sistema di anelli molto debole e frammentato ma il fenomeno che maggiormente lo contraddistingue dagli altri pianeti del sistema solare è sicuramente la velocità dei suoi venti che, misurati al passaggio del Voyager 2 nel 1989, hanno fatto registrare raffiche fino a 2100 km/h, (i più forti del sistema solare), che si pensa abbiano dato vita alla celeberrima grande macchia scura, osservata nel1989 e in seguito sparita.

La temperatura media sulla superficie del pianeta è di circa -220 gradi C° ed essendo il pianeta piu lontano dal Sole compie una rivoluzione intorno ad esso in circa 165 anni, (1 anno nettuniano), mentre un giorno nettuniano, (una rotazione completa sul proprio asse), dura poco più di 16 ore.

Tra i 13 satelliti naturali conosciuti di Nettuno ce nè uno particolarmente interessante, Tritone che è anche il più grande satellite posseduto dal pianeta e che orbitare in direzione retrograda rispetto a Nettuno.

Questa luna presenta sulla sua superfice un'attività geologica particolarmente intensa caratterizzata dalla presenza di numerosi geyser che eruttano azoto liquido, polveri o composti del metano nell'atmosfera, formando dei pennacchi alti fino ad 8 km.

Le nuove scoperte di moltissimi corpi celesti nel sistema solare esterno oltre i pianeti giganti hanno portato gli astronomi a coniare un nuovo termine, (oggetto trans-nettuniano), che designa qualsiasi oggetto orbitante oltre l'orbita di Nettuno tra cui anche il famoso Plutone. Questa vastissima zona post planetaria è la Fascia di Kuiper, una zona tanto fredda quanto estesa ( da 30 UA fino a 55 UA), in cui stiamo scoprendo moltissimi nuovi piccoli mondi ghiacciati  simili a Plutone tutti da esplorare.

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7 novembre 2011 1 07 /11 /novembre /2011 17:56

urano_s.jpg

Un misterioso pianeta ghiacciato di colore celeste tendente al verde molto lontano dal Sole che a oggi cominciamo a conoscere meglio grazie ai progressi fatti con le nuove tecnologie applicate ai telescopi e che comincia a rivelarci nuovi fantastici segreti di se e dei suoi 27 satelliti naturali.

 

Urano è un gigante gassoso, il terzo pianeta del sistema solare esterno in ordine di distanza dal Sole, ha un colore celeste tendente al verde a causa del metano presente nella sua atmosfera ma la caratteristica che lo rende unico nel sistema solare è l'inclinazione del suo asse di rotazione di ben 98°, in pratica ruota sdraiato sul proprio equatore, caratteristica che si pensa sia dovuta all'interazione gravitazionale con gli altri pianeti gassosi, (Saturno, Giove e Nettuno), avvenuta durante la formazione del sistema solare quando i pianeti avevano orbite molto più vicine tra loro.

Per compiere un'orbita intorno al Sole impiega circa 84 anni terrestri e la sua distanza dal medesimo in media è di circa 2,8 miliardi di kilometri, circa il doppio di quella di Saturno con una temperatura media di -215 gradi C°.

Urano possiede anche 13 anelli piuttosto sottili e 27 satelliti naturali di cui i principali sono: Ariel, Umbriel, Titania, Oberon e Miranda.

La maggior parte di quel che sappiamo su questo strano mondo ghiacciato e sulle sue lune lo dobbiamo alla sonda Voyager 2 che nel 1986 è passata molto vicino al pianeta regalandoci suggestive immagini e numerosi dati del sistema di Urano per poi proseguire la sua corsa verso Nettuno.

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19 ottobre 2011 3 19 /10 /ottobre /2011 21:29

febbredelsistemasolare saturn

Uno degli spettacoli più affascinanti del sistema solare, il pianeta degli anelli, un gigante gassoso con un sistema di lune che solo negli ultimi anni abbiamo cominciato a scoprire e che sta rivelando segreti molto interessanti tra i quali la possibilità di ospitare vita su alcune delle sue numerose lune.

 

Saturno è il secondo pianeta del sistema solare esterno e orbita a una distanza media dal Sole di 1,4 miliardi di kilometri, è composto per il 95% da idrogeno, per il 3% da elio in misura minore sono presenti altri gas più pesanti, compie un giro intorno al Sole in circa 29,5 anni terrestri, si contraddistingue dagli altri pianeti per i luminescenti anelli che lo circondano composti da ghiaccio e polvere di silicati già osservati da Galileo Galilei nel 1610 con dimensioni che vanno da quella di un sassolino a quelle di una casa ed è particolarmente studiato dagli astronomi per il suo complesso sistema di lune molto differenti tra loro di cui 2 particolarmente interessanti dal punto di vista biologico, Titano ed Encelado.

Titano è l'unico satellite naturale osservato che possieda una propria atmosfera e grazie alla missione Cassini Huygens arrivata nel sistema saturniano nel luglio 2004, abbiamo scoperto che sotto la spessa atmosfera della luna si trovano laghi e fiumi di metano che vista la bassissima temperatura si trova allo stato liquido inoltre il satellite mostra una incredibile somiglianza su come si presentava la Terra primordiale poco dopo la sua formazione con abbondanza di materiale organico e liquido che in questo caso viste le bassissime temperature non è acqua ma metano.

Encelado invece è un piccolo satellite completamente ghiacciato con una stupefacente caratteristica, infatti la sonda Cassini sorvolando questa piccola luna ha scoperto delle enormi fratture al polo sud del satellite che emettono grandi quantità di acqua allo stato liquido e analizzando queste eruzioni ha scoperto che contengono materiale organico. Quest'acqua che si congela all'istante subito dopo essere stata espulsa sembra alimentare proprio uno degli anelli più esterni di Saturno ma la cosa più interessante è che dove c'è acqua liquida e materiale organico ci può essere anche la vita anche se solo di tipo microbico visto che quasi certamente sotto la superficie ghiacciata della luna si trova acqua allo stato liquido.

Saturno è uno dei corpi celesti del sistema solare esterno a cui in futuro verranno dedicate molte missioni spaziali e non solo per le sue affascinanti lune ma anche per il pianeta stesso che per densità è l'oggetto più leggero del sistema solare, se infatti avessimo a disposizione un oceano tanto grande da contenerlo Saturno galleggerebbe sull'acqua ma non solo, i venti che spazzano la sua superficie gassosa del pianeta possono arrivare fino a 1800 kilometri l'ora con cicloni che possono raggiungere il diametro massimo di circa 1200 kilometri.

Gli anelli di Saturno cominciano a circa 6600 kilometri dalla superficie gassosa e si estendono per 120.000 kilometri mentre il loro spessore mediamente non supera i 10 metri.

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5 ottobre 2011 3 05 /10 /ottobre /2011 03:26

moons

Il più grande dei pianeti del sistema solare, un gigante che da sempre ci protegge dalle collisioni con asteroidi e comete attirandoli a sè grazie alla sua enorme forza di gravità e guardandolo da vicino insieme alle più di 60 lune che possiede sembra un sistema solare in miniatura.

 


Giove orbita a una distanza media dal Sole di circa 780 milioni di kilometri è il più grande dei pianeti giganti gassosi ed è il primo del sistema solare esterno. Il suo periodo di rivoluzione intorno al sole dura 11,86 anni mentre un giorno gioviano cioè una rotazione completa su se stesso dura circa 9,50 ore.
Osservandolo attentamente anche con un telescopio amatoriale appare di colore biancastro con delle striature orizzontali tendenti al rosso, queste striature sono i venti che soffiano sulla sua superfice gassosa fino a 600 kilometri orari e si possono notare anche dei cerchi ellittici irregolari che vanno dal bianco sporco per quelli più piccoli fino al rosso di quelli più grandi come la famosa grande macchia rossa; questi vortici sono tempeste che infuriano un po' su tutto il pianeta e possono durare persino centinaia di anni.
Giove possiede più di 60 satelliti naturali ma i principali, osservati anche da Galileo Galilei nel 1610 sono in ordine di vicinanza al pianeta, Io, Europa, Ganimede e Callisto. Queste lune molto diverse tra loro suscitano negli scenziati grande curiosità e moltissimi interrogativi a causa della loro composizione, del loro comportamento e per la presenza di acqua che su Europa dovrebbe trovarsi allo stato liquido sotto la superfice ghiacciata e dove c'è acqua allo stato liquido ci può essere anche la vita.
Per osservare meglio il pianeta e il suo complesso sistema di lune sono state inviate diverse sonde in diverse missioni spaziali ma la più importante, quella che ci ha iviato i dati e le immagini più dettagliate, è stata la sonda Galileo che ha osservato il sistema gioviano per circa 7 anni ed'è a questa sonda che dobbiamo dare il merito di averci fornito la maggior parte delle informazioni di cui oggi siamo a conoscenza su Giove e le sue lune.  

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5 ottobre 2011 3 05 /10 /ottobre /2011 03:15

laghi-fiumi-mare-oceani-acqua-marte


Di tutti i pianeti del sistema solare Marte è quello che da sempre suscita nell'uomo il desiderio di scoprire forme di vita extraterrestre e una seconda possibile "casa".

Progettando futuri insediamenti e inviando innumerevoli sonde e robot sulla sua superfice stiamo cercando di capire se un giorno non troppo lontano questo pianeta rosso ruggine potrà diventare un pianeta blu oceano.

 

Dista dal Sole in media 228 milioni di kilometri ed'è il quarto pianeta del sistema solare interno, è grande circa la metà della Terra e la sua forza di gravità è poco più di un terzo di quella terrestre, (un'uomo di 100 kilogrammi su marte peserebbe circa 38 kilogrammi), il suo anno o periodo di rivoluzione dura 687 giorni mentre un giorno marziano è quasi uguale a un giorno terrestre, 24 ore e 39 minuti.
Marte possiede anche una finissima atmosfera ed è presente acqua sottoforma di ghiaccio ai poli.Fin dagli anni 20, periodo nel quale cominciò l'osservazione del pianeta con i primi grandi telescopi, Marte sembrava essere un mondo abitato da una qualche civiltà intelligente a causa dei canali che si potevano osservare sulla sua superficie, nacque così il mito dei marziani e di conseguenza moltissime storie di fantascenza, solo nel 1976, (dopo innumerevoli
missioni fallite sia americane che russe), una sonda Nasa atterrò con successo sul suolo del pianeta rosso nel corso
delle missioni Viking1 e Viking2 che mostrarono per la prima volta al mondo foto a colori del suolo marziano ma le speranze di trovarvi qualche forma di vita si spensero per diversi anni a seguire fin quando non abbiamo scoperto qui sulla Terra delle forme di vita chiamate estremofili che sopravvivono in condizioni appunto estreme come i bui fondali oceanici, pozze di acqua acida con temperature fino a 100 gradi C°, caverne dove non arriva la luce del sole o addirittura sotto i ghiacci dei poli. Queste scoperte hanno dato nuove speranze in chi vorrebbe trovare forme di vita se pur di tipo microbico su Marte e sono molte le missioni in corso e quelle future dedicate a questo studio.
Per quanto riguarda l'esplorazione umana dovremo aspettare almeno il 2035 data in cui è previsto il primo lancio con
equipaggio umano e a seguito di questo traguardo potremo capire se è possibile in un futuro remoto terraformare il pianeta cioè renderlo di nuovo più caldo e con acqua liquida in superfice come si stima che fosse circa 3,5 miliardi di anni fa prima di perdere la propria atmosfera.

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14 settembre 2011 3 14 /09 /settembre /2011 11:21

 

terra 005

Il nostro pianeta natale, la culla della vita così come la conosciamo, un miracolo della natura che da sempre ci accoglie come una grande casa in mezzo allo spazio profondo.

La Terra ha raggiunto ormai circa 4,5 miliardi di anni d'età, ma non è sempre stata così come la conosciamo oggi, ha avuto un passato burrascoso pieno di fenomeni a dir poco catastrofici specie subito dopo la sua formazione, quando in giro per tutto il "neonato" sistema solare vagavano innumerevoli detriti, gas e piccoli pianeti in fase di formazione che di frequente si scontravano l'uno contro l'altro formando così corpi celesti sempre più grandi che attualmente possiamo riconoscere negli 8 pianeti principali, nelle loro lune, negli innumerevoli asteroidi, nelle comete e nei pianeti nani che compongono il sistema solare.

All'inizio non era altro che un pianeta di roccia fusa che si rimescolava continuamente a causa dello scontro con altri corpi minori (fenomeno che si pensa abbia creato anche la nostra Luna) in seguito, con il passare del tempo, i detriti in giro per il sistema solare sono diminuiti sempre di più e il pianeta si è raffreddato in superficie permettendo così la formazione di un'atmosfera e degli oceani anche grazie alle comete che si pensa abbiano portato buona parte dell'acqua presente oggi sul pianeta.

A oggi abbiamo prove che la vita sia apparsa circa 3,7 miliardi di anni fa, ma non sappiamo esattamente cosa abbia provocato questo fenomeno e a riguardo ci sono diverse teorie nessuna delle quali supportata da prove scentifiche.

La Terra orbita attorno al Sole a una distanza di circa 150 milioni di kilometri (1 unità astronomica) ed è il terzo e il più grande dei pianeti del sistema solare interno, ha il 70% circa della superficie ricoperta dall'acqua mentre l'atmosfera è composta dal 78% di azoto, dal 21% di ossigeno e dal 1% di altri gas come l'argon, il biossido di carbonio e il vapore acqueo. L'interno del pianeta invece è composto da un nucleo di ferro fuso, da un mantello di roccia fusa e dalla crosta superficiale solida che si sposta sul mantello grazie alla tettonica a placche (causa dei terremoti).

Per quanto ne sappiamo è l'unico pianeta a ospitare la vita, ma non il solo ad avere l'acqua e non possiamo escludere che possano esistere forme di vita anche primordiali su altri corpi celesti del sistema solare finché non li esploreremo.

 

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12 settembre 2011 1 12 /09 /settembre /2011 11:34

 

venere

Avvolto da una densissima atmosfera di acido solforico Venere è il pianeta più caldo del sistema solare a causa di un estremo effetto serra e della sua vicinanza al Sole.

Venere è il secondo pianeta del sistema solare interno e orbita intorno al Sole a una distanza di circa 100 milioni di kilometri, a delimitare il confine interno della zona abitabile, ma questa posizione non gli è bastata per evolversi in un pianeta con la giusta temperatura adatto a supportare la vita. Infatti fino agli anni Settanta, periodo nel quale abbiamo cominciato a inviare sonde con successo sul pianeta, Venere sollecitava molto la fantasia degli scrittori di fantascienza a causa della sua atmosfera che non permette di vedere la superficie e l'opinione comune che si era creata era quella di un pianeta sì più caldo della Terra, ma con una temperatura accettabile per l'evolversi della vita, in particolar modo si credeva che sulla superficie del pianeta ci fossero distese di foreste paludose simili alle nostre foreste che si trovano vicine all'Equatore.

Fu solo negli anni Settanta che le prime sonde (prima sovietiche con il progetto Venera e successivamente della NASA con il progetto Venus) cominciarono a scattare e inviare sulla Terra le prime foto della superficie del pianeta che delusero tutti i sognatori di un mondo abitabile simile al nostro. Un vero e proprio inferno con una temperatura media di 460 gradi C° in superficie, moltissimi vulcani attivi e fiumi di magma incandescente, pioggie di acido solforico in grado di sciogliere persino il metallo e una pressione atmosferica 92 volte superiore a quella terrestre, un mondo completamente sterile.

Venere è anche definito spesso il pianeta gemello della Terra a causa della sua massa e delle sue dimensioni quasi uguali, ma è anche l'unico pianeta a ruotare su se stesso in senso contrario (retrogrado) e le cause sono sconosciute, si suppone che questa caratteristica sia dovuta a una collisione con un altro corpo celeste durante la formazione del sistema solare.

Un anno venusiano dura circa 225 giorni terrestri, mentre il giorno, a causa di una lentissima rotazione retrograda, dura 243 giorni terrestri quindi su Venere il giorno dura più a lungo dell'anno.

In conclusione, il pianeta è l'oggetto più luminoso del sitema solare a causa della sua densa atmosfera chiara ben visibile nel nostro cielo notturno ed è stato definito per questo la stella del mattino o della sera proprio grazie alla sua alta luminescenza.

 

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8 settembre 2011 4 08 /09 /settembre /2011 11:42

 

mercurio

Il pianeta più vicino al Sole, privo di atmosfera porta con sé i segni di un passato molto violento e ne sono testimonianza i numerosissimi crateri che ricoprono la sua superficie.

Il giorno di Mercurio dura circa 2 mesi terrestri, di conseguenza la differenza di temperatura delle due facce del pianeta è molto estrema. Si passa dai quasi 400 gradi C° del lato esposto alla luce solare, ai -170 gradi C° del lato in ombra, orbita a una distanza dal Sole di circa 50 milioni di kilometri e il suo anno dura circa 88 giorni terrestri.

Si tratta di un pianeta roccioso come Venere, la Terra e Marte ed essendo il più vicino al Sole è anche quello che gli ruota più rapidamente intorno.

Si può osservare dalla Terra piuttosto raramente a causa della sua posizione molto vicina al Sole, ma conosciamo comunque la mappatura di buona parte della superficie grazie alla sonda Mariner 10 della NASA lanciata nel 1973 che è arrivata nell'orbita del pianeta nel 1974 scattando circa 6000 foto e mappando il 40% della superficie. Nel 2004 è stata lanciata un'altra sonda NASA, la Messenger, che è riuscita a scattare e inviare le prime immagini del lato sconosciuto del pianeta tra il 2008 e il 2009 ed è entrata definitivamente in orbita intorno al pianeta nel 2011.

Una nuova missione, questa volta tutta europea, è prevista per il 2014 con il lancio della sonda BepiColombo dell'ESA.

Mercurio appare privo di atmosfera e letteralmente ricoperto da enormi crateri formatisi in seguito a collisioni con asteroidi e comete, ecco perché la sua superficie somiglia molto a quella della nostra Luna, lo stesso non si può dire del suo interno, infatti il pianeta ha un nucleo molto massiccio composto di metallo, più simile a quello della Terra anche se solido a causa della temperatura interna più bassa. L'interno di Mercurio si è raffreddato prima poiché il pianeta ha dimensioni ridotte rispetto alla Terra e quindi ha disperso il calore molto più velocemente.

 

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