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  • : Blog di Emiliano Bertini
  • : Il blog di Emiliano Bertini: descrizione e approfondimenti di Astronomia ed'esplorazione spaziale per capire meglio i segreti dell'Universo e il nostro ruolo all'interno di esso.
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28 agosto 2011 7 28 /08 /agosto /2011 12:30

 

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Destinato ad essere il successore del grande telescopio spaziale Hubble ormai in funzione da più di 20 anni con una collezione di innumerevoli grandi scoperte e di altrettante immagini mozzafiato del cosmo più remoto, il nuovo telescopio James Webb promette di gettare nuova luce su quesiti a cui attualmente non sappiamo rispondere, primo tra tutti la formazione delle prime gallassie dopo la nascita dell'Universo

Ambizioso progetto nato dalla collaborazione tra la NASA e l'ESA, quello del grande telescopio spaziale James Webb si prefiggie di essere un nuovissimo sistema misto tra luce visibile e infrarosso per poter osservare nel dettaglio corpi celesti che fino ad ora eravamo riusciti a vedere solo mettendo insieme immagini di diversi telescopi tra cui l'Hubble per la luce visibile, lo Spitzer per gli infrarossi e il Chandra per i raggi x.

Con i suoi 6,50 metri di diametro dello specchio principale il Webb sarà una tra le più imponenti opere di ingegneria spaziale mai concepite dall'uomo e non a caso verrà posizionato a 1,5 milioni di chilometri dalla terra in un punto ben preciso detto di Lagrange in cui la forza di gravità terrestre e quella del Sole si annullano a vicenda facendolo rimanere fermo a differenza ad'esempio dell'Hubble che facendo un giro intorno alla terra ogni 90 minuti si può sfruttare alternamente solo 45 minuti per ogni orbita che compie.

Tra i principali obbiettivi del nuovo telescopio c'è quello di determinare le condizioni iniziali di formazione dell'universo studiando il residuo a infrarossi del Big Bang e la nascita delle prime galassie mentre non meno importante quello della ricerca di nuovi sistemi planetari in orbita attorno a stelle vicine nel nostro quadrante galattico per studiarne il comportamento e individuarne di dimensioni simili o inferiori a quelle del nostro pianeta, cosa impossibile con l'attuale tecnologia.

Il lancio era previsto per il 2013 ma successivamente è slittato prima al 2014 e poi al 2015 anche a causa del ritiro dei fondi pubblici da parte del governo alla NASA e visto che il razzo lanciatore non sarà in grado di trasportare lo specchio a causa delle dimensioni, esso sarà diviso e ripiegato in 18 sezioni che una volta arrivate a destinazione si spiegheranno andando a posizionare grazie a dei micromotori tutti i segmenti in modo corretto.

 

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