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  • : Blog di Emiliano Bertini
  • : Il blog di Emiliano Bertini: descrizione e approfondimenti di Astronomia ed'esplorazione spaziale per capire meglio i segreti dell'Universo e il nostro ruolo all'interno di esso.
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31 agosto 2011 3 31 /08 /agosto /2011 10:31

 

 

PIANETI 03 medium

Il motivo più importante per il quale si è intensificata la ricerca di Pianeti Extrasolari o Esopianeti, risiede in due domande che l'uomo si fa ormai da millenni: "Siamo soli nell'universo?", "Esistono altri mondi simili al nostro?"

Tutto cominciò nel 1995 quando due scenziati francesi, Michel Mayor e Didier Queloz, scoprirono il primo pianeta al di fuori del nostro sistema solare, un gigante gassoso chiamato 51 Pegasi B, usando il metodo della velocità radiale. Quest'ultimo è un tipo di osservazione che rivela dei piccoli oscillamenti della stella osservata causati dalla forza di gravità del pianeta che gli orbita attorno.

Da allora molti più astronomi si sono dedicati alla ricerca di pianeti extrasolari e si stima che solo nella nostra galassia, la Via Lattea, ce ne siano centinaia di miliardi.

Alla fine del 2009, quando fu lanciato il telescopio spaziale Keplero proprio per osservare meglio questi pianeti, se ne erano già scoperti più di 300, ma a oggi non ne abbiamo ancora trovato uno delle dimensioni della Terra e il motivo è che non disponiamo ancora della tecnologia necessaria per individuarne di così piccoli.

Esiste un'altro metodo per cercare pianeti extrasolari ed è quello del transito, ovvero osservare la leggerissima diminuzione di luce della stella causata da un pianeta quando gli passa davanti ed è proprio con questo metodo che il telescopio spaziale Keplero svolge la sua missione. Comunque anche se un'altra Terra non l'abbiamo ancora scoperta possiamo immaginare quali sono i requisiti che dovrebbe avere un pianeta extrasolare per essere abitabile o addirittura abitato da una qualche forma di vita.

Per prima cosa non dovrebbe essere né troppo lontano né troppo vicino alla sua stella, né troppo grande né troppo piccolo, un esempio perfetto di questi due "difetti" sono Marte e Venere, uno troppo piccolo e freddo e l'altro troppo vicino al sole, dovrebbe insomma trovarsi in un punto chiamato dagli astronomi zona abitabile. In secondo luogo farebbe molto comodo un gigante gassoso protettore come il nostro Giove che attira a se la maggior parte degli asteroidi, delle comete e dei detriti che altrimenti cadrebbero più numerosi sulla Terra minacciando continuamente la vita.

Con questi requisiti e con acqua liquida sulla superficie, un pianeta sarebbe il candidato perfetto per supportare la vita e la nuova generazione di telescopi dovrebbe riuscire a individuarne di questo tipo.

 

 

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